Nel territorio comunale si possono percorrere i seguenti sentieri di interesse naturalistico culturale e storico:
* Giardino delle Farfalle
Percorrendo i sentieri del giardino, si ha la possibilità di imparare a riconoscere le specie comuni che vivono nella nostra regione ed in special modo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
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* Percorso delle carbonaie
E’ un sentiero che ripercorre, in parte, l’antica via del carbone. E’ un sentiero didattico ad anello che, dal Palazzo Simonelli raggiunge Villa e, proseguendo verso ovest si snoda all’interno dei boschi, coltivi e pascoli per rientrare al paese da sud. Interseca il sentiero per il monte Petrella e la strada per la grotta dei Frati.
Lungo il sentiero si ritrovano gli “spiazzi”, cioè spazi utilizzati in epoche passate per la produzione del carbone. Il percorso inizialmente sale fino ad una quota di quasi 800 m, per poi scendere fino a Villa.
La lunghezza media è di circa 6 km, lungo i quali sono disposte delle bacheche che indicano la flora presente e le fasi di costruzione della carbonaia.
Il percorso è inizialmente in salita, per brevi tratti anche ripida, per poi ridiscendere costantemente.
* Grotta dei Frati e Gole del Fiastrone
La Grotta dei Frati è nel comune di Fiastra. Si può raggiungere facilmente sia da Monastero che da Montalto.
Si trova nella valle del torrente Fiastrone, che si conclude, con il lago di Fiastra e le suggestive Lame Rosse. Chi arriva da Villa con la macchina, può arrivare fino al punto in cui la strada termina con un piazzale.
Una volta arrivati si prosegue a piedi, lungo un sentiero facilmente rintracciabile e percorribile in fila indiana, che si inoltra nel bosco via via più fitto, fino ad arrivare alle Grotte.
Il sentiero presenta solo due deviazioni: una, a sinistra, che scende al torrente verso le gole (da questa strada invece si sale se si arriva da Monastero); l’altra, invece, sale verso destra per raggiungere le Lame Rosse, ancora molto distanti.
Lungo il percorso, si attraversa la macchia di carpini, querce, lecci e qualche ginepro e, ogni tanto, si vede uno “spiazzo” usato fino a qualche tempo fa per cuocere il carbone.
Dopo circa 30 minuti di cammino si arriva!
Finita la sosta alla Grotta, si può scendere verso la sorgente, dove l’acqua sgorga direttamente dalla roccia. Per arrivare alle Gole si scende a destra e, d’ora in poi si prosegue costeggiando il torrente che, in alcuni punti, deve essere attraversato e guadato.
Dopo circa 60 minuti di cammino dalle Grotte, si arriva nel punto più suggestivo delle Gole, dove le montagne sembrano toccarsi e l’acqua gocciola dal cielo.
Per il ristoro si può approfittare degli slarghi presenti: appena passato il ponte in legno e immediatamente prima delle Gole.
* Ex centrale del Molinaccio
Dal borgo di Col di Pietra è raggiungibile la zona detta del “Molinaccio” dove, fino agli anni quaranta era funzionante una centrale elettrica, nata nel 1903 su una precedente struttura adibita a mulino. L’impianto comprendeva una diga con salto di 8,5 metri; un canale in terra e muratura e una camera di carico. Aveva una capacità di 400.000 kWh annue.
Nel 1920 passò alla società Forze idrauliche del!’ Appennino e serviva i comuni di Cessapalombo, Caldarola, Selforte e Camporotondo. L’impianto è stato chiuso durante la guerra perché minato dai tedeschi.
E’ stato smantellato definitivamente negli anni ‘50 con la creazione del lago di Fiastra. Oggi sono visibili i ruderi della centrale, del canale e della diga. Il sentiero che dal borgo conduce alla centrale è di media difficoltà ed è percorribile in circa 45 minuti di cammino.
Lungo il tragitto si scopre la piana di Pian di Pieca e la vallata del Fiastrone. Sello è l’effetto scenico del monte Sozzi (Rocca di Col di Pietra) che si contrappone al monte della Rocca (Roccacolonnalta).
* La “Città”
Monte Castro (712 m.s.l.m.) il cui nome deriva dal “castrum” o “pagus” d’epoca romana, apparteneva all’Abbazia di Casauria.
La “Civitate de Castro” ha però una origine più lontana, forse neolitica quando nascono i primi villaggi o, forse, come sosteneva Febo Allevi sulla spianata del monte sorgeva un “oppidum” romano, poi trasformatosi in un “pagus”; il borgo abbandonato nell’età medievale, andò definitivamente distrutto con il terremoto del 1799. Negli anni 50-60 furono condotti degli scavi che portarono alla luce molti reperti: giare, vasi ed altri oggetti, ma questi non svelarono il mistero della “città”, nè l’origine del suo nome, nè la sua componente etnografica, nonostante la presunta attribuzione ad una civiltà che dal neolitico si protrae fino al periodo romano.
Dalla estensione dei reperti si è avuta conferma del suo notevole sviluppo, tale da essere censito dal fisco già prima del 1000.
* Le Lame Rosse
Le Lame Rosse, nel comune di Fiastra, sono movimenti franosi di arenaria rossa. Le frane e l’erosione originano un vero e proprio canyon con guglie sempre mutevoli ed affascinanti.
Il vento infatti modella continuamente il paesaggio, tanto da creare forme e scenari sempre diversi.
La guglia più famosa è quella “del gallo”, perchè in punta, vista da un determinato verso, assomiglia al profilo di un gallo.
Partendo da Villa per la strada che conduce in cima al monte Petrella, si raggiunge il sentiero da qualcuno ribattezzato “dell’erba viperina”, che conduce alle Lame Rosse e si collega col lago di Fiastra (6,40 km è la distanza complessiva percorribile in 10 minuti di macchina e 90 minuti di cammino).
Lungo il cammino è sempre visibile lo splendido paesaggio della valle del Fiastrone. Il sentiero è abbastanza agevole e facilmente percorribile.
* Aula didattica di Rio Vallone
Seppur breve, il sentiero che si sviluppa nelle gole del Rio Vallone, fra il monte Petrella ed il monte Codardo (che quasi si congiungono), ha una notevole importanza didattica.
Su tutto il percorso sono infatti dislocate numerose bacheche, che illustrano la flora e la fauna presenti nel nostro territorio e gran parte delle specie viventi nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.





























