L’arte ferita rinascerà alla Mole

Attivato dagli esperti del Mibac un laboratorio di restauro per i beni culturali danneggiati.

La prima opera da trattare è un crocifisso decapitato dai crolli della chiesa di Cessapalombo

Un cristo decapitato dai crolli in una chiesa dell’entroterra maceratese sarà la prima opera d’arte affidata agli esperti dell’Istituto centrale del restauro del Mibact di Roma, che hanno attivato un laboratorio alla Mole Vanvitelliana di Ancona, dove si trovano molte opere messe in salvo da chiese e musei di comuni nel cratere del terremoto. Si tratta di un prezioso crocifisso custodito nella chiesa di San Benedetto a Montalto di Cessapalombo, nella valle del Fiastrone, gravemente danneggiato dal sisma.

Il crocifisso, attribuito a Lucantonio di Giovanni, ha da sempre per i residenti di quei borghi un altissimo valore devozionale, ma anche la caratura artistica non è trascurabile, visto che l’opera è degna di menzione nel volume Rinascimento scolpito – Maestri del legno tra Marche e Umbria. Le forti scosse di fine ottobre hanno danneggiato il crocifisso, che ha subito il distacco della testa e di parte della croce processionale. Tutti i pezzi sono stati però stati recuperati e ricomposti dai funzionari del ministero dei beni culturali e dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona.

Decisivo l’intervento dei vigili del fuoco, visto che la scultura si trovava all’interno di una chiesa dove era crollata un’intera parete.

Proprio il crocifisso di Cessapalombo potrebbe essere la prima opera curata dagli esperti restauratori dell’istituto centrale del Mibact in trasferta nelle Marche, rendendo operativo un laboratorio all’interno della Mole Vanvitelliana. Una volta restaurato il crocifisso ritornerà nella chiesa di Cessapalomboche sarà restaurata.

Proprio l’ex Lazzaretto, che ospita il museo tattile Omero, è stato messo a disposizione dall’amministrazione comunale per mettere in sicurezza il patrimonio artistico delle zone colpite dal terremoto. Alla Mole sono stati traslocati tra il 7 e l’8 novembre scorso quadri, statue e crocifissi, tra cui opere del 400 di quella scuola pittorica camerte definita Rinascimento umbratile. Da Camerino e Visso, Ussita e Fiordimonte, i caschi blu dell’arte hanno prelevato e scortato verso Ancona molte opere, compresa una statua in legno della Madonna di Macereto e alcune pale d’altare che erano custodite nei musei di Visso.

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Contenuto inserito il 13/04/2017
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